Si sentono tante chiacchiere in giro che confondono e non aiutano a scegliere una direzione. Ma se vuoi avere una vita differente, non hai altra scelta: avere il coraggio di scegliere ciò che ha davvero valore…costi quel che costi!

Ti racconto la mia storia. Fino ad oggi nella mia vita ho fatto almeno 4 pazzie (di quelle grosse):

Pazzia n 1: Dopo aver lavorato tanti anni nelle Nazioni Unite in Sud America ho deciso di lasciare la carriera di funzionario internazionale. Avrei avuto la possibilità di arrivare molto in alto: uno stipendio di tutto rispetto, viaggi, privilegi diplomatici, ego gonfiato a mille per i progetti umanitari che coordinavo in giro per il mondo. Ma ho detto basta! Nonostante le cose belle della cooperazione internazionale, non volevo rimanere nella trappola della grande macchina burocratica. Avevo bisogno di vivere il mondo dal basso, mani nella terra, occhi negli occhi, in cerchio con chi desiderava avere voce. Ho lasciato l’ONU…e poco dopo anche la Patria Grande per tornare in Italia.

Pazzia n.2: Tornato in Italia ho conosciuto la mia compagna e dopo 3 mesi dal nostro incontro abbiamo deciso di mettere al mondo una figlia (eh sì, volevo una figlia e l’universo mi ha ascoltato). Non avevo un lavoro, non sapevo bene dove stavo andando, ma ho deciso che era arrivato il momento di diventare padre. È stato bellissimo ed è tutt’ora bellissimo. Ho fatto il salto nel vuoto ed è stata una grande magia. Grazie a lei e alla mia famiglia sono cresciuto tantissimo e oggi posso dire di essere diventato quasi adulto!!!

Pazzia n 3: Ho ripreso a lavorare a scuola come prof., ma ho deciso di non diventare di ruolo e di rimanere precario. Avevo altri progetti in corso che sto tutt’ora realizzando, e rimanere precario in realtà mi avrebbe dato, e mi sta dando tutt’ora, la flessibilità per scegliere quando, dove e come lavorare nella scuola e anche di uscirne appena sarà davvero troppo…e ci siamo quasi! Ma sopratutto, ho scelto di rimanere “precario” per ricordarmi che nessuno mi regala niente, per ricordarmi che non ho maggiori privilegi di altre persone solo perchè sono un impiegato pubblico, per ricordarmi che lo stipendio assicurato (perchè nessuno mi controlla, nessuno sa se sto facendo del male o del bene agli studenti) non è un privilegio, ma il risultato della perversione del sistema in cui viviamo. E io non voglio questo. Quando mi siedo in cerchio con i miei studenti io voglio dare loro strumenti per produrre risultati di valore. Voglio aiutarli a cambiare la propria vita e a raggiungere i loro sogni!

Pazzia n 4: E così, con le energie rimaste ho creato dei progetti indipendenti senza un soldo in tasca: L’Art Village e Uomini Consapevoli sono due avventure che viaggiano e viaggiano e crescono di anno in anno. Non nascondo le difficoltà, le domande e i momenti di smarrimento. Alle volte faccio fatica a starci dietro, a trovare il tempo, le energie e la motivazione. Ma poi proprio nei momenti di depressione scopro che la rete che ho creato intorno a questi due progetti è una costellazione meravigliosa di relazioni e persone, alcune delle quali sono diventate sorelle e fratelli, compagni e compagne di viaggio insostituibili!!

Grazie ai miei sogni, alle persone con cui vivo l’avventura della vita e alla mia pazzia, sto contribuendo a costruire un altro mondo, un mondo dove possiamo vivere relazioni sincere con tutti gli esseri, con Madre Terra e con noi stessi, un mondo ogni essere umano possa far sentire la propria voce!

Non vedo altro modo di stare al mondo che quello di riunirci in cerchio, il luogo dove tutti siamo differenti e tutti siamo uguali, dove tutti abbiamo la possibilità di piangere, ridere e di gridare a gran voce i nostri sogni!

Ci vediamo in cerchio

Con il Cuore al centro

Antonio

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